Gli Stati Uniti si opporranno alla vendita di missili antibalistici israeliani Arrow 3 alla Germania?

Solo pochi giorni fa, dopo il discorso di Praga del cancelliere Olaf Scholz, che ora si distingue come il fondatore della strategia di difesa europea della Germania, le autorità tedesche hanno confermato la loro intenzione di ordinare il sistema missilistico antibalistico israeliano Arrow 3 a costituire il suo scudo antimissilistico e, di conseguenza, quella dei paesi europei che aderiranno all'iniziativa proposta da Berlino. Se questo annuncio ha fatto rabbrividire Parigi e Roma, che insieme stanno sviluppando il missile antibalistico tutto europeo Aster 1NT, non ha provocato alcuna reazione ufficiale da parte di Washington. È precisamente questa assenza di reazione che preoccupa oggi la stampa israeliana, il quale teme che le autorità americane giungano ad opporsi a tale transazione tra Berlino e Gerusalemme.

C'è da dire che, in questo ambito, gli Stati Uniti hanno indubbiamente seri motivi per essere infastiditi dalla scelta di Berlino. In primo luogo, ora armano quasi tutto lo scudo antimissilistico europeo dispiegato in Europa nell'ambito della NATO, attraverso batterie THAAD schierate in Europa, cacciatorpediniere e incrociatori Aegis della US Navy che navigano nel Mediterraneo e nel Nord Atlantico e armati con l'SM-3 anti -missile balistico, così come due siti AEGIS Ashore realizzati in Polonia e Romania, anche armato con SM-3. Inoltre a Washington non mancano le soluzioni per armare uno scudo antimissilistico, sia esso il sistema Terminal High Altitude Area Defense o il THAAD per missili balistici a medio e medio raggio, il SM-3 e il sistema AEGIS che opera sugli stessi target, o il sistema antiaereo e antimissilistico Patriot PAC-3 per contrastare i missili a corto e medio raggio. Inoltre, questi sistemi, tutti molto costosi, rappresenterebbero un mercato molto importante per gli industriali americani se si trattasse di costituire uno scudo antimissilistico nell'Europa orientale.

Gli Stati Uniti hanno 44 intercettori balistici GBI schierati per proteggere il suolo nazionale da un attacco missilistico balistico strategico

Ma il punto più fastidioso per Washington, e vincolante per Gerusalemme e Berlino, non è altro che l'origine del sistema Arrow 3. Infatti, se il sistema è ufficialmente sviluppato e prodotto dall'IAI israeliana, è stato sviluppato in gran parte grazie alla tecnologia supporto dell'americana Boeing, che ha partecipato attivamente in particolare allo sviluppo del Sistema Group Based Interceptor che difende il suolo americano contro gli attacchi balistici a lungo raggio. Da un punto di vista tecnologico, infatti, Washington ha un diritto di veto particolarmente severo sull'eventuale esportazione di Arrow 3. Ma questo veto assume una dimensione completamente diversa se si aggiunge che l'80% dei costi di sviluppo del sistema israeliano sono stati pagati dal contribuente americano al fine di garantire la protezione dello Stato ebraico contro le minacce balistiche siriane e soprattutto iraniane. Una cosa è aiutare Gerusalemme a proteggersi, un'altra è vedere il frutto di questi aiuti privare le industrie americane di un mercato strategico e Washington di un controllo rafforzato sulle difese europee.


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