In che modo la guerra russo-ucraina ha ridisegnato la mappa geopolitica globale in pochi giorni?

al di là di l'eroica resistenza degli ucraini e del loro presidente contro le forze russe, e l'evidente cambio di strategia nel piano d'attacco del Cremlino tornando a una strategia più convenzionale ma anche molto più violenta nei confronti delle popolazioni civili, la decisione di Vladimir Putin di lanciare questa offensiva contro l'Ucraina ha causato, su scala internazionale, un maremoto di magnitudo senza precedenti dalla caduta del muro di Berlino. Perché se i soldati russi hanno seriamente sottovalutato la capacità di resistenza dei soldati ma anche dei civili ucraini, il Cremlino ha, dal canto suo, sottovalutato profondamente l'unità e la risposta che mostreranno gli occidentali, ed europei in particolare, trasformando questo conflitto che inizialmente doveva durare solo pochi giorni, in una resa dei conti tra Russia ed europei di intensità paragonabile a quella della crisi degli euromissili. D'ora in poi, è lo stesso regime di Vladimir Putin ad essere nel mirino degli europei, così determinati che americani e cinesi rimangono, per il momento, notevolmente discreti.

Il brutale risveglio degli europei

Fino all'inizio dell'offensiva russa, pochissimi leader europei prevedevano che un attacco così massiccio potesse aver luogo. È vero che tra le efficacissime campagne di influenza portate avanti dai media e dalla diplomazia russa nei confronti di molti opinion leader e Think Tank, e il sostegno diretto o indiretto dato da Mosca ad alcuni partiti politici e ad alcuni loro leader, molti leader europei ed eletti i rappresentanti hanno preferito distogliere lo sguardo dai tanti segni che, dal 2012, stanno mostrando la traiettoria seguita dalla programmazione militare del Paese, la presa sempre più salda sulla propria opinione pubblica e la radicalizzazione del suo discorso sulla scena internazionale. Confortato dalla passività degli occidentali e soprattutto degli europei, Vladimir Putin ha forgiato la certezza che questi ultimi non avrebbero mai intralciato le sue ambizioni, qualunque fossero le sue azioni, mentre allo stesso tempo gli Stati Uniti non potevano confrontarsi sistematicamente con Russia e Cina.

Per portare a termine l'operazione militare in Ucraina, il Cremlino ha intrapreso un piano di ammodernamento e investimento per le sue forze armate, iniziato nel 2012, volto a creare la più grande forza militare moderna in Europa.

da l'inizio dell'attacco russo all'Ucraina, e la sorpresa generata da un'offensiva globale mirata a obiettivi che vanno ben oltre il solo Donbass, la maggioranza dei leader europei, e più in generale degli eletti nazionali ed europei, ha improvvisamente preso coscienza del proprio errore di giudizio, portando a una dinamica di una crescente determinazione nel vecchio continente che va ben oltre i confini dell'Unione o addirittura della NATO. In pochi giorni l'Europa si è poi trasformata in una potenza politica, riuscendo a mettere da parte tutte le tensioni che qualche giorno fa le si sono opposte e che ora appaiono del tutto insignificanti di fronte alla sofferenza in Ucraina e i rischi di conflagrazione posti dalle posizioni del Cremlino. Così, in meno di una settimana, gli europei sono riusciti a mettere in atto un piano di sanzioni economiche di grande determinazione che aveva già avuto pesanti ripercussioni sull'economia russa, a impegnarsi in un sostegno attivo all'Ucraina e persino a soddisfare le aspettative del presidente Zelensky per il suo Paese di entrare nell'Unione, vicino a uno scenario peggiore per il Cremlino.

Massiccio sostegno all'Ucraina e rapido riarmo europeo

Al di là di questi atteggiamenti politici ed economici molto più che simbolici messi in atto dall'Unione Europea, quest'ultima si è anche trasformata, in pochi giorni, in una grande potenza geopolitica in divenire, annunciando la sua decisione di sostenere militarmente, insieme agli aiuti forniti dagli stessi paesi europei, l'Ucraina nella sua lotta. Se questo desiderio era stato a lungo sostenuto da Ursula von der Leyen, Presidente della Commissione Europea ed ex Ministro della Difesa di Angela Merkel, da Charles Michel, Presidente del Consiglio Europeo ed ex Primo Ministro belga, e che rappresentava l'obiettivo strategico della Presidente francese, si è scontrato con il rifiuto della maggioranza delle altre capitali europee, temendo un indebolimento della Nato. Oggi, però, è l'UE, non la NATO, a guidare l'accusa contro il Cremlino, con la NATO che agisce in modo più discreto ma altrettanto efficace per rafforzare la posizione difensiva degli stessi paesi europei, dimostrando infatti che le due autorità potrebbero non solo collaborano, ma hanno trovato in questa articolazione una complementarità rafforzando la loro rispettiva e comune efficacia.

l'Unione Europea vuole trasferire in Ucraina aerei da combattimento prelevati dalle forze aeree dell'Europa orientale, che utilizzano velivoli dello stesso tipo di quelli tradizionalmente utilizzati dall'aviazione ucraina

Ma è stato senza dubbio il cambio di posizione della Germania a dare il via alla svolta europea, attraverso la voce del cancelliere Olaf Sholtz in un discorso di domenica davanti al Bundestag, che annunciava la rapida ricostruzione delle capacità militari tedesche attraverso un piano di investimenti comprendente un pacchetto eccezionale di 100 miliardi di euro e un budget che supererà il 2% del PIL. Improvvisamente, gli europei hanno capito di avere la capacità economica e demografica per costruire una potenza militare sufficiente per neutralizzare le forze armate russe, soprattutto perché ora è più che probabile che anche Parigi e Londra si impegnino in un programma simile, questi 3 paesi europei avendo hanno sempre bilanciato i loro investimenti nella difesa dalla rimilitarizzazione della Germania federale.

Gli equilibri mondiali trasformati


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