La crisi corre tra Ucraina, Russia e Occidente

La tensione è ora al massimo tra l'Ucraina, i suoi partner occidentali e la Russia, e la catena di eventi sembra aver accelerato nelle ultime ore. Dopo la prevedibile falsa partenza del 16 febbraio, data proposta pubblicamente da Washington come probabile per un attacco russo contro l'Ucraina, e dopo l'annuncio, di fatto infondato, di un ritiro parziale delle forze russe schierate lungo il confine ucraino, queste ultime ore sono state lo scenario di una serie di dichiarazioni di Mosca, Washington e dell'Europa, che mostrano una traiettoria molto disastrosa per l'Ucraina e, più in generale, per la pace in Europa.

1- Ridistribuzione discreta delle forze russe al confine ucraino

Se Mosca aveva annunciato il ritiro parziale di alcune truppe schierate in Crimea dopo la fine delle esercitazioni, delle osservazioni satellitari ma anche attraverso i numerosi osservatori russi che pubblicano sui social i movimenti osservati delle forze russe, è apparso subito evidente che le poche unità ritirate dalla La Crimea era stata spostata vicino alle aree di ingaggio. Inoltre, il rafforzamento militare delle unità russe dispiegate vicino ai confini ucraini non è stato interrotto, secondo queste osservazioni, con l'arrivo annunciato di molte truppe aggiuntive, comprese le forze di riserva della Guardia Nazionale. Alcuni specialisti in materia ritengono che l'arrivo di queste unità di riserva potrebbe consentire di costituire una forza di occupazione dopo il passaggio delle forze combattenti.

L'annunciato ritiro di parte delle forze russe vicino al confine ucraino non è stato corroborato dalle osservazioni occidentali e ucraine

Ma il punto più critico delle ultime ore non è nell'individuazione di nuove unità in arrivo nei pressi del teatro delle operazioni, quanto nella “scomparsa” di molte unità, ridistribuite per alcune ore in siti difficilmente individuabili, vicini al confine ucraino. Infatti, se fosse stato impossibile e vano cercare di nascondere il dispiegamento di oltre il 70% delle forze armate russe intorno all'Ucraina, il loro dispiegamento tattico e discreto in altri siti nelle immediate vicinanze del confine suggerisce un'attiva preparazione per un operazione a breve termine, così da sfruttare qualche forma di sorpresa, se non strategicamente, almeno sul piano tattico.

2- La risposta scritta di Mosca alle proposte americane

Dopo essersi apertamente rammaricati per l'assenza di una risposta scritta americana alle richieste russe qualche settimana fa, le autorità russe non avevano però reagito ufficialmente alla risposta americana inviata il 26 gennaio. Ciò è stato ora fatto, dal momento che il Cremlino ha pubblicato una risposta estremamente ferma alle proposte americane sul suo sito web, respingendo categoricamente queste ultime per ribadire le richieste russe, come fermare l'espansione della NATO, ritirare le forze di terra della NATO di tutti i paesi che hanno aderito all'alleanza dopo il 1997, lo smantellamento delle infrastrutture potenzialmente nucleari in tutti i paesi europei che non dispongono di proprie capacità militari (questo potrebbe segnare la fine della deterrenza condivisa della NATO) e la cessazione della fornitura di armi all'Ucraina.


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