Verso il fallimento dei negoziati Russia-NATO?

I negoziati che si stanno svolgendo questa settimana a Ginevra tra i rappresentanti della Federazione Russa e quelli del campo occidentale, compresi Stati Uniti e NATO, hanno subito da ieri sera un forte inasprimento dopo il rigetto, tutto sommato prevedibile, del Occidentali delle rivendicazioni sotto forma di ultimatum messo sul tavolo dal Cremlino. Da allora, la situazione ha continuato a deteriorarsi; e le dichiarazioni, provenienti in gran parte dalla parte russa, fanno temere un inasprimento molto severo delle relazioni tra i due campi, che potrebbe sfociare anche in un conflitto armato, in Ucraina o anche oltre.

Ricordiamo che la Russia chiede alla NATO diverse importanti concessioni per sperare in una normalizzazione delle relazioni bilaterali, tra cui l'arresto dell'estensione della NATO ad est, anche nei confronti dei paesi membri dell'UE come Svezia e Finlandia, l'Occidente impegno a non sostenere militarmente Kiev, il ritiro delle truppe americane dai paesi appartenenti all'ex Unione Sovietica ed ex membri del Patto di Varsavia e la cessazione delle esercitazioni congiunte in quei paesi. In altre parole, Mosca chiede all'Occidente che il principio di protezione comune della NATO venga spogliato della sua sostanza nei confronti dei paesi che in precedenza appartenevano alla sua sfera di influenza. In quanto tali, le parole scelte dalla delegazione russa sono rivelatrici del pensiero russo oggi, poiché secondo loro, questi paesi, ex alleati della Russia, si sono trovati "orfani" dopo il crollo dell'Unione Sovietica, e sono stati catturati dall'Occidente per rafforzare le sue posizioni. Mosca non considera in nessun momento la propria responsabilità nel desiderio di polacchi, baltici e ungheresi di aderire all'UE e soprattutto alla NATO per proteggersi dal potere militare russo, e sembra solo concepire la geopolitica internazionale come un confronto di sfere di influenza.

Due Mirage 2000-5F eseguono un volo a seguito di una corsa di tango il 21 agosto 2018 presso la base aerea di Ämari in Estonia.

Ovviamente, sembra impensabile che i campi occidentali accettino tali condizioni. Ovviamente, i negoziatori americani ed europei speravano che durante questi incontri le richieste russe potessero essere sostituite da altre proposte, come, ad esempio, la garanzia di non dispiegare armi nucleari americane sul suolo di questi paesi, o la riduzione di grandi esercitazioni vicino al confine russo o bielorusso, visto che oggi sembra che Mosca e Minsk stiano facendo causa comune in tutti i sensi. L'obiettivo era ovviamente quello di placare i negoziatori russi proponendo vie d'uscita, pur lasciando lo spettro di sanzioni molto severe contro la Russia e contro i leader russi, tra cui Vladimir Putin, se Mosca dovesse persistere.


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