N°8 Top 2021: SCAF, MGCS… Arriverà troppo tardi il nuovo equipaggiamento militare europeo?

Articolo del 29 novembre 2021, N°8 della TOP 2021 con 32.000 letture uniche

In un'intervista rilasciata al sito lesecho.fr, Franck Haun, CEO del gruppo KNDS che riunisce il tedesco Krauss Maffei Wegman e il francese Nexter, ha invitato i governi francese e tedesco ad accelerare il programma Sistema di combattimento a terra principale o MGCS, che secondo lui non dovrebbe, al ritmo attuale, non arrivare a una consegna prima del 2040 e nemmeno del 2045. Se le considerazioni di Franck Haun sono soprattutto industriali, chiamando in particolare ampliare il programma sulla scena europea, resta comunque vero che un'analisi oggettiva dei calendari dei programmi in corso, come MGCS SCAF, il programma di aerei da combattimento di nuova generazione che riunisce Francia, Germania e Spagna, e che peraltro non prevede un ingresso operativo prima del 2040, mostra che non corrispondono più alle esigenze future degli eserciti, né al ritmo industriale e tecnologico mondiale che è stato fortemente sconvolto negli ultimi anni da Russia e Cina.

Infatti, anche se le tensioni internazionali continuano a crescere, con scadenze per potenziali conflitti a medio e anche a breve termine, sia Mosca che Pechino hanno profondamente cambiato il ritmo ma anche lo scopo stesso dei programmi militari in corso. Così, per Mosca, Aereo da caccia Su-57, drone da combattimento pesante S70 Ohnotnik B o la nuova generazione di veicoli blindati che riunisce i mezzi blindati cingolati pesanti della famiglia Armata, i veicoli blindati cingolati medi della famiglia Kurganet, e i veicoli corazzati medi della famiglia Bumerang, tutti sono progettati per entrare in servizio nei prossimi anni, anche se sono già in corso i lavori su una nuova generazione di aerei da combattimento e veicoli corazzati entro il 2040. Lo stesso vale in Cina, con gli aerei da combattimento J-20 e J-35 di quinta generazione, e i veicoli corazzati come il Type-5A o il Type-99, anch'essi sostituiti da una nuova generazione di equipaggiamenti entro il 15.

Il carro armato T-14 Armata entrerà in servizio nel 2023 con le forze armate russe e offre capacità almeno equivalenti, e spesso significativamente superiori, a quelle dei migliori carri armati occidentali in servizio.

Tuttavia, né i caccia Rafale e Typhoon, né i carri pesanti Leclerc o Leopard 2, qualunque sia il loro grado di modernizzazione pianificato, sono o non saranno in grado di prendere l'ascesa tecnologica sui Su-57, J-35 e altri Armata, che lascerà, in modo perfettamente prevedibile, gli eserciti europei in una situazione di grave inferiorità operativa nel corso del prossimo ventennio, surclassati numericamente e senza notevole vantaggio tecnologico, nei confronti delle forze russe, cinesi, ma anche di quelle che potrebbero dotarsi sotto forma di procura. In queste condizioni, la domanda posta nel titolo, ovvero se i programmi MGCS e SCAF, ma anche tutti i programmi di difesa europei, arriveranno troppo tardi, sembra trovare una risposta ovvia.

Ma è probabile che le implicazioni di questo ritardo vadano ben oltre un periodo di vulnerabilità di dieci o quindici anni. Pechino, Mosca, ma anche Washington, infatti, sembrano aver integrato il profondo mutamento del ritmo tecnologico degli apparati di difesa, in una nuova forma di Guerra Fredda che ovviamente non è stata ancora assimilata dai leader europei. In effetti, gli attuali programmi in questi paesi hanno tutti obiettivi relativamente a breve termine, anticipando nel medio termine una nuova generazione di materiali. Ciò implica che la vita generazionale di questa nuova attrezzatura è aumentata, concettualmente, dai 30 ai 40 anni che era la norma durante il periodo post-guerra fredda, per un periodo da 15 a 20 anni, la stessa che prevalse alla fine della Guerra Fredda.

Il Rafale è stato progettato per avere il sopravvento sui velivoli della famiglia Flanker, ma al massimo sarà in grado di competere con il Su-57 e il nuovo aereo cinese.

Questo nuovo ritmo implica che su un periodo di 40 anni, ovvero la durata operativa prevista (almeno) per i programmi MGCS e SCAF oltre i 20 anni di progettazione, i russi, i cinesi e gli americani avranno, da parte loro, sviluppato due o anche tre generazioni di apparecchiature, che offrono una capacità di adattamento molto migliore per integrare nuove tecnologie ma anche nuove esigenze operative che saranno emerse da impegni e conflitti. Questi sconvolgimenti stanno già influenzando il dimensionamento ma anche l'attuale metodologia industriale in questi tre paesi, anche se i paesi europei rimangono disperatamente aggrappati a un design ereditato dagli ultimi 30 anni dei programmi, con una visione basata sulla sostituzione industriale delle attrezzature, e non sull'evoluzione delle tecnologie e delle dottrine militari nel mondo.

Dimostrazione del sistema di occultamento Salamander di Nexter pubblicata come parte di FIS2021

Per gli europei, questa non è affatto una mancanza di competenze tecnologiche. Gli ultimi Defence Innovation Days organizzati dal Ministero delle Forze Armate e dall'Agenzia per l'innovazione della difesa hanno così dimostrato che i produttori francesi dispongono già di tecnologie molto avanzate, in grado di conferire ai nuovi equipaggiamenti nazionali capacità operative notevoli e persino decisive sul campo di battaglia, in particolare per riconquistare il predominio tecnologico sui loro potenziali avversari. È il caso in particolare del sistema di occultamento SALAMANDER (occultamento ottico e ad infrarossi) presentato da Nexter, in grado di cancellare un veicolo blindato dai campi visivo ed elettro-ottico, dal Canna ASCALON da 140mm offerto dallo stesso Nexter, o dal programma di armi elettriche in studio presso l'ISL. Scavando ulteriormente, altri sistemi come la tecnologia di protezione attiva Shark per veicoli corazzati, sviluppata in anticipo nel 2008 da Thales, o il programma NEURON di Dassault Aviation, costituiscono altrettante basi tecnologiche atte a fornire risposte immediate o, a breve termine, a sviluppare le capacità essenziali per portare gli eserciti francesi al livello operativo richiesto nel 2030.

Il programma Neuron ha consentito a Dassault Aviation di accumulare un notevole know-how nel campo dei droni da combattimento stealth, know-how non ancora sfruttato per soddisfare le esigenze degli eserciti nel breve e medio termine.

Chiaramente, quindi, è ora tanto essenziale quanto urgente rivedere i tempi, ma anche le ambizioni e la filosofia industriale e tecnologica di fondo dei programmi in corso in Europa, e in Francia in particolare. In caso contrario, non solo gli eserciti francese ed europeo saranno irrimediabilmente condannati alla disattivazione, e questo a breve termine in meno di 10 anni, ma anche l'industria della difesa del vecchio continente sarà condannata a veder declinare la propria quota di mercato. ridursi, e quindi a medio termine, perire, scavando così la fossa a tutte le ambizioni di autonomia strategica, nazionali o europee che siano. E rendersi conto, e ammettere al più alto livello degli Stati, che la gestione dei programmi di difesa oggi non deve più basarsi su considerazioni di carico industriale, né su aspetti di flotta o di ottimizzazione delle flotte. ritmo dato dalle 3 superpotenze mondiali, da cui gli europei si stanno allontanando sempre di più.

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