SCAF, MGCS… Arriverà troppo tardi il nuovo equipaggiamento militare europeo?

In un'intervista rilasciata al sito lesecho.fr, Franck Haun, CEO del gruppo KNDS che riunisce il tedesco Krauss Maffei Wegman e il francese Nexter, ha invitato i governi francese e tedesco ad accelerare il programma Sistema di combattimento a terra principale o MGCS, che secondo lui non dovrebbe, al ritmo attuale, non arrivare a una consegna prima del 2040 e nemmeno del 2045. Se le considerazioni di Franck Haun sono soprattutto industriali, chiamando in particolare ampliare il programma sulla scena europea, resta comunque vero che un'analisi oggettiva dei calendari dei programmi in corso, come MGCS SCAFF, il programma di aerei da combattimento di nuova generazione che riunisce Francia, Germania e Spagna, e che peraltro non prevede un ingresso operativo prima del 2040, mostra che non corrispondono più alle esigenze future degli eserciti, né al ritmo industriale e tecnologico mondiale che è stato fortemente sconvolto negli ultimi anni da Russia e Cina.

Infatti, anche se le tensioni internazionali continuano a crescere, con scadenze per potenziali conflitti a medio e anche a breve termine, sia Mosca che Pechino hanno profondamente cambiato il ritmo ma anche lo scopo stesso dei programmi militari in corso. Così, per Mosca, Aereo da caccia Su-57, drone da combattimento pesante S70 Ohnotnik B o la nuova generazione di veicoli blindati che riunisce i mezzi blindati cingolati pesanti della famiglia Armata, i veicoli blindati cingolati medi della famiglia Kurganet, e i veicoli corazzati medi della famiglia Bumerang, tutti sono progettati per entrare in servizio nei prossimi anni, anche se sono già in corso i lavori su una nuova generazione di aerei da combattimento e veicoli corazzati entro il 2040. Lo stesso vale in Cina, con gli aerei da combattimento J-20 e J-35 di quinta generazione, e i veicoli corazzati come il Type-5A o il Type-99, anch'essi sostituiti da una nuova generazione di equipaggiamenti entro il 15.

Il carro armato T-14 Armata entrerà in servizio nel 2023 con le forze armate russe e offre capacità almeno equivalenti, e spesso significativamente superiori, a quelle dei migliori carri armati occidentali in servizio.

Tuttavia, né i caccia Rafale e Typhoon, né i carri pesanti Leclerc o Leopard 2, qualunque sia il loro grado di modernizzazione pianificato, sono o non saranno in grado di prendere l'ascesa tecnologica sui Su-57, J-35 e altri Armata, che lascerà, in modo perfettamente prevedibile, gli eserciti europei in una situazione di grave inferiorità operativa nel corso del prossimo ventennio, surclassati numericamente e senza notevole vantaggio tecnologico, nei confronti delle forze russe, cinesi, ma anche di quelle che potrebbero dotarsi sotto forma di procura. In queste condizioni, la domanda posta nel titolo, ovvero se i programmi MGCS e SCAF, ma anche tutti i programmi di difesa europei, arriveranno troppo tardi, sembra trovare una risposta ovvia.

Ma è probabile che le implicazioni di questo ritardo vadano ben oltre un periodo di vulnerabilità di dieci o quindici anni. Pechino, Mosca, ma anche Washington, infatti, sembrano aver integrato il profondo mutamento del ritmo tecnologico degli apparati di difesa, in una nuova forma di Guerra Fredda che ovviamente non è stata ancora assimilata dai leader europei. In effetti, gli attuali programmi in questi paesi hanno tutti obiettivi relativamente a breve termine, anticipando nel medio termine una nuova generazione di materiali. Ciò implica che la vita generazionale di questa nuova attrezzatura è aumentata, concettualmente, dai 30 ai 40 anni che era la norma durante il periodo post-guerra fredda, per un periodo da 15 a 20 anni, la stessa che prevalse alla fine della Guerra Fredda.

Il Rafale è stato progettato per avere il sopravvento sui velivoli della famiglia Flanker, ma al massimo sarà in grado di competere con il Su-57 e il nuovo aereo cinese.

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