La prontezza strategica della Russia raggiunge i suoi obiettivi

Il 3 luglio Vladimir Putin, Presidente della Federazione Russa, ha promulgato una nuova versione della Dottrina Militare e del Piano di Difesa della Federazione Russa, per il periodo 2021-2025. Questa nuova dottrina conferma il successo della precedente dottrina, dal 2016 al 2020, che ha previsto un grande sforzo per modernizzare le forze armate, ma anche la loro preparazione e disponibilità operativa, nonché la preparazione e resilienza delle istituzioni e della società civile a potenziali aggressioni. In futuro, e secondo questa dottrina, Mosca intende usare la forza armata ovunque sia necessario per raggiungere i suoi obiettivi geopolitici, e se non si usa mai la parola "nemico", né il termine alleato d'altrove, gli Stati Uniti come Unione Europea sono additati come i principali avversari del Paese e dei suoi interessi.

Intervistato dal sito Rossiskaya Gazeta, Michael Popov, l'attuale vicesegretario del Consiglio di sicurezza russo, ha quindi già avvertito che la Russia risponderà "con la massima fermezza" a qualsiasi azione provocatoria proveniente da qualsiasi Paese, facendo esplicito riferimento a l'incidente tra la marina russa e il cacciatorpediniere britannico HMS Defender vicino alla costa della Crimea, che potrebbe avere conseguenze drammatiche in futuro. Inoltre, le autorità russe sembrano ormai avere piena fiducia nella superiorità del loro strumento militare, in particolare nei confronti della NATO e dei Paesi europei. Pertanto, l'obiettivo del 70% di attrezzature "moderne" nelle unità russe è stato raggiunto e persino superato, nel periodo precedente, per attestarsi ora al 71%. Questo valore sembra soddisfare le autorità russe, che ora intendono mantenerlo, mentre trascinano il punto di riferimento per mantenere forze armate efficienti e operative.

L'imminente arrivo del Su-57 e dell'S70 Okhotnik-B consentirà alla Russia di mantenere il suo vantaggio militare sugli eserciti europei

Ovviamente, che stiamo ascoltando Le dichiarazioni di Vladimir Putin, Sergeï Shoigu (Ministro della Difesa), o Mickael Popov, Mosca intende ora imporre le sue opinioni, anche nei confronti dell'Occidente, se necessario utilizzando la forza armata per raggiungere questo obiettivo. Pertanto, le avvertenze riguardanti le conseguenze della potenziale adesione dell'Ucraina alla NATO, e in misura minore nell'Unione europea, si sono moltiplicati nelle ultime settimane e stanno diventando sempre più precisi. Sulla base delle argomentazioni addotte, Mosca si crede bersaglio di manovre ostili e ripetuti attacchi dall'occidente, indicando ad esempio che nel 2020 più di 1000 aerei e droni occidentali avrebbero condotto operazioni di intelligence vicino al suo spazio aereo. Oltre alla sfera della difesa, anche le autorità russe hanno integrato social network Facebook e Twitter alla lista delle “entità ostili”, proprio come l'ONG “Human's Right Watch”, ad esempio, o lo Stato Islamico. Ma al di là dei discorsi deliberatamente incisivi e delle posizioni di forza mostrate dalle autorità russe, cosa possiamo aspettarci da Mosca a livello militare negli anni a venire?

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